News inserita in data: 14/05/15
Incendio devastante colpisce Ospedale Civile di Venezia
Hanno lavorato per tutta la notte i vigili del fuoco per domare e mettere in sicurezza gli edifici devastati dal furioso incendio scoppiato verso le 20 di mercoledì all'interno dell'ospedale civile "Santi Giovanni e Paolo" - nell'ala storica del Rio delle Mendicanti, solo da poco liberata dai pazienti di Medicina trasferiti al nuovo Padiglione Jona - facendo crollare una parte del tetto e lambendo una finestra della chiesa. Il rogo è divampato dal secondo piano dell'edificio, espandendosi verso il tetto: nelle stanze sottostanti al piano terra e al primo piano (danneggiate dal passaggio dell'acqua) si trovavano il reparto per la dialisi e il laboratorio di analisi, che l'Asl 12 ha provveduto a trasferire. Il Laboratorio di analisi è inagibile e, pertanto, la direzione generale ha deciso di allestirne uno provvisorio per le urgenze di necessità dell'Ospedale civile in un'altra ala del nosocomio, mentre i campioni per le analisi di routine saranno trasferiti al laboratorio di Mestre, pur continuando a operare il Centro prelievi. Già in mattinata, i quindici pazienti che si dovevano sottoporre a dialisi - che usufruiscono di un servizio di trasporto dell'Asl - sono stati portati all'Angelo, per la terapia.
Le fiamme e una densa coltre di fumo nero si sono levate dall'area del rio dei Mendicanti, nei padiglioni storici che ospitavano i reparti di Medicina, da pochi mesi trasferiti al nuovo vicino Padiglione Jona. Una densa colonna di fumo nero è ben visibile da buona parte della città e l'odore acre si sente fino al Ghetto.
La prima barca dei vigili del fuoco è arrivata sul posto alle 20.10. I pompieri sono arrivati in forze richiamando tutte le squadre disponibili: tre "partenze" dei vigili del fuoco si sono così dirette dalla caserma di Ca' Foscari a sirene spiegate verso le Fondamenta nuove e sono entrate nel rio dei Mendicanti, attraccando vicino alla chiesetta dei Mendicanti.
Le fiamme sono scaturite dal terzo piano dell'edificio che si trova accanto alla chiesa. Finora la struttura era stata usata come reparto di Medicina prima del trasferimento nei nuovi edifici e proprio dietro c'è il pronto soccorso, uno dei reparti più moderni. L'area era stata quindi dismessa e lasciata vuota e senza personale.
Il procuratore aggiunto Adelchi d'Ippolito è andato nella mattinata di giovedì in soralluogo al santi Giovanni e Paolo. "Naturalmente accerteremo le cause dell'incendio, ma al momento non vi sono elementi che facciano pensare a un'ipotesi di dolo", commenta d'Ippolito, "le attività dell'ospedale non sono precluse, perché è stata posta sotto sequestro solo la parte d'immobile danneggiata"
Anche il presidente della Regione, Luca Zaia (cancellando un impegno elettorale in Cadore), ha annunciato per le 11.30 una visita al Civile.
Il rogo si è sviluppato all'interno di un quadro elettrico del secondo piano dell'edificio sul rio delle Mendicanti, allargandosi al terzo fino a sfondare il tetto. Le fiamme si sono alimentate anche grazie al fatto che il reparto è stato da poco lasciato vuoto, con il trasferimento dei pazienti al nuovo padiglione Jona: nelle sale sarebbero però stati trovati contenitori di solventi che potrebbero aver alimentato le fiamme. L'impianto antincendio ha rilevato il fumo contemporaneamente ad alcuni passanti che si trovavano lungo la fondamenta dei Mendicanti.
Verso le 21 i testimoni hanno cominciato a vedere le fiamme anche all'esterno, dopo che le fiamme avevano invaso l'intero sottotetto uscendo dai coppi.
Il comando provinciale dei vigili del fuoco ha fatto convergere a Venezia anche le squadre della terraferma, addirittura da Cavarzere, segno che la situazione si è fatta seria con il passare delle ore. Dalla Marittima è stato fatto partire verso l'ospedale anche il rimorchiatore dei pompieri munito di cannoni ad acqua ad altissima pressione.
Secondo l'Asl 12 nessuno dei degenti ospitati all'interno dei reparti è stato spostato, ma tutto il personale smontante è stato trattenuto e altri infermieri e medici si stanno recando da casa nei rispettivi reparti per un'eventuale ordine di trasferimento.
Verso le 22 è crollata una parte del tetto dell'edificio. Il boato è stato sentito da numerosi testimoni. Secondo un medico in servizio all'interno dell'ospedale nel reparto la tensione è cresciuta e alcuni pazienti hanno chiesto di poter essere trasferiti. E' invece chiaro che al momento i pazienti non corrono alcun pericolo e che tutto il personale è comunque già pronto a intervenire.
Fonte: La nuova di Venezia e Mestre
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